LA MADONNA BENOIS di LEONARDO: news per la visita dal 24 al 30 giugno

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Periodo
Dal 1 al 30 giugno 2019

 

Sede
FABRIANO, (AN) Pinacoteca Bruno Molajoli
Piazza Giovanni Paolo II

Informazioni importanti per la visita alla Madonna Benois, dal 24 al 30 Giugno

Nelle giornate di venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 la mostra sarà eccezionalmente aperta
fino alle h 23 con ultimo ingresso alle h 22.

Modalità di prevendita per la settimana dal 24/06 al 30/06:

La prevendita on line su www.ciaotickets.com non sarà disponibile per le giornate di sabato 29 e domenica 30.

Nelle altre giornate la prevendita on line sarà effettuabile per gli orari di ingresso dalle h 12 alle h 15, con ingressi ogni 10 minuti.

La prevendita in biglietteria sarà possibile per gli orari di ingresso dalle h 11,30 alle h 16,30 laddove disponibile, con ingressi ogni 10 minuti: si chiede ai visitatori con prevendita e ai gruppi di presentarsi alla Pinacoteca 15 minuti prima dell’orario previsto

Al di fuori degli orari garantiti in prevendita, i biglietti saranno acquistabili direttamente in biglietteria.

Nel corso di questa settimana, negli orari di maggiore afflusso verranno intensificati gli ingressi.

 

INFO:

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T. 0732 250658

 

LA MADONNA BENOIS, IL CAPOLAVORO GIOVANILE DI LEONARDO

“.. tra le rare opere di un genio agli inizi” (Adolfo Venturi)

Il capolavoro giovanile di Leonardo di Vinci, l’opera che segna la sua indipendenza di stile e pensiero - La Madonna Benois - torna nel nostro Paese dopo 35 anni dalla sua unica esposizione e giunge a Fabriano dal 1 al 30 giugno 2019, prestata eccezionalmente dal Museo Ermitage di San Pietroburgo in occasione dei 500 anni dalla morte dell’artista.

 

Uno straordinario omaggio al "genio creativo" per eccellenza, nel contesto della XIII Unesco Creative Cities Network Annual Conference di Fabriano.

La Madonna Benois è icona conosciuta nel mondo, un manifesto di quella “maniera moderna” di cui Leonardo fu iniziatore, ed è tra le pochissime opere pittoriche dell’artista toscano. L’interesse e l'impegno del Da Vinci anche in campo scientifico e tecnico, la sua convinzione che un pittore per comprendere la natura dovesse avere diverse cognizioni - dalla prospettiva ai principi dell’ottica, fino all’anatomia – hanno infatti comportato che egli realizzasse pochi dipinti, preso da mille speculazioni, lasciando spesso allo stadio embrionale le sue innovative idee figurative.

In questo secondo lavoro su uno dei temi religiosi più diffusi, all’età di ventisei anni, Leonardo rompe con la tradizione e inventa una nuova figura di Maria: non più l’imperturbabile Regina dei cieli, ma una semplice madre che gioca con il proprio figlio. Ancora oggi, più si osserva il quadro, più risulta affascinante la spontaneità e il fascino di questa madre bambina.

“La Madonna - scrive Tatiana Kustodieva che cura la mostra insieme a Carlo Bertelli - è scesa dal trono su cui gli artisti di Quattrocento l’avevano posta e si è andata a sedere su una panca, in una stanza di una casa abitata".

Eppure la storia di quest'opera, piena di poesia e di significati, realizzata probabilmente tra il 1478 e il 1480, rimane in gran parte avvolta nel mistero.

Non si sa infatti per chi Leonardo abbia realizzato il dipinto, né dove fosse custodito prima della metà del XIX secolo, quando da tavola venne trasferito su tela.

Oggi è documentata la sua presenza nei primi decenni dell’Ottocento nella collezione del generale Korsakov, che è dunque il più antico proprietario finora conosciuto dell’opera.

Passata in proprietà di un commerciante di Astrachan nel 1823-1824 fu il suo regalo di nozze per la figlia Marija Aleksandra andata in sposa al famoso architetto pietroburghese Leontij Nikolaevič

Benua (Benois).

Anni dopo, Marija Aleksandrovna Benois, ormai vedova, accetterà di vendere l’opera all’Ermitage a un prezzo inferiore rispetto a quanti offertogli da un antiquario francese, purché il capolavoro leonardesco restasse in Russia. L’acquisto da parte dell’Ermitage - dove il dipinto fece il suo ingresso nel 1914 - fu una grande sfida nazionale e un motivo di orgoglio per il popolo russo.

“Leonardo - scrive Bertelli - non ha creato un’immagina statica e devozionale, ha solo fermato un momento...non ha dipinto una scena di genere, ma ha immesso nella quotidianità significati profondi”, come quello cui rimanda la piantina che Maria fa roteare tra le dita, incuriosendo il figlio: una comune - ma premonitrice – crucifera.

Anche la semioscurità in cui egli immette le due figure sacre - un luogo chiuso e semibuio, privatissimo - al contrario dello spazio aperto e pieno di sole della

tradizione fiorentina, accresce gli interrogativi, introducendo secondo alcuni attesa e mistero, e distingue questa primizia leonardesca, tanto carica di sviluppi futuri.

 

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Medaglia Bronzo al Valor Militare Città di Fabriano
Medaglia di Bronzo al Valore Militare
(D.P.R. 10 maggio 1976)
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